La Chirurgia Estetica del Corpo

La Chirurgia Estetica del Corpo

 

Il terzo aspetto che trattiamo è la chirurgia estetica del corpo, inteso come tre diversi distretti corporei a sé stanti:

  • Gli arti superiori ed inferiori;
  • L’addome;
  • Le sedi di adipe in eccesso.

Ognuno di questi distretti è caratterizzato da un differente approccio chirurgico, sia come tecniche che come indicazioni.

La chirurgia plastica degli arti, o meloplastica, generalmente si applica all’arto inferiore nel così detto lifting delle cosce, atto a correggere la lassità (ovvero il cedimento del tessuto in seguito a invecchiamento o dimagrimenti importanti) del tessuto a livello delle cosce. A questi interventi può essere associata la lipoplastica.

L’ADDOMINOPLASTICA

La chirurgia estetica rivolta a difetti a livello addominale si definisce addominoplastica ed è indicata  nel caso di sfiancamento e conseguente deformazione e caduta della parete addominale, sia come componente muscolare che cutanea; la tendenza progressiva di questa condizione è una vera e propria diastasi (allontanamento, separazione) dei ventri muscolari e successiva fuoriuscita (erniazione) dei visceri addominali.

L’indicazione, come nei casi precedentemente esposti, ha un carattere estetico ma in determinati casi anche funzionale, poiché il “grembiule” addominale che si forma, in analogia con la caduta mammaria, tende a far sviluppare nella piega cutanea eczemi ed infezioni, generalmente fungine.

L’intervento si pratica in un primo momento con la resezione della cute in eccesso (cute esuberante), generalmente accedendo con un’incisione trasversale sopra il pube; la complicanza che deve maggiormente preoccupare di questa fase chirurgica è una sofferenza del tessuto dovuta ad una insufficiente vascolarizzazione; successivamente, si praticherà l’isolamento e il rimodellamento dell’area ombelicale, nel caso in cui si proceda ad uno scollamento della cute fin sopra all’ombelico; in ultimo, andrà corretta l’anomalia relativa alla muscolatura addominale, eventualmente associata alla correzione chirurgica dell’ernia addominale.

L’intervento ha una buona tenuta nel tempo, soprattutto in assenza di fattori peggiorativi, come gravidanza o incremento ponderale importante.

LA LIPOPLASTICA

La lipoplastica si definisce come il trattamento delle alterazioni del tessuto adiposo sottocutaneo, intese come eccesso dello stesso o carenza in sedi predisposte, che può essere integrata con tessuto adiposo proveniente da un’altra sede.

L’eccesso di tessuto adiposo può essere causato, come frequentemente accade, da uno squilibrio di tipo alimentare (tipico della società del benessere) ed in questo caso è correlato all’incremento ponderale; non è sempre vero, nel senso che per predisposizione genetica vi possono essere accumuli anche in sedi specifiche; più complessivamente, fra l’uomo e la donna, va distinto il preferenziale accumulo di  grasso: nella donna, in particolare, la distribuzione dell’adipe è in preferenza a livello di cosce, fianchi e glutei.

La pratica predominante, all’interno dell’insieme della lipolastica, è la liposuzione (o lipoaspirazione), ovvero la pratica chirurgica atta ad eliminare in modo definitivo la quantità di grasso in eccesso; il termine “definitivo” si riferisce al presupposto secondo cui, nell’età adulta, le cellule del grasso (o adipociti) smettono di aumentare nel numero e variano esclusivamente come dimensione cellulare (ovvero variano nella quantità di molecole di grasso in esse contenute).

Una Paziente candidata ad intervento di liposuzione è colei che presenta questa situazione: aree di depositi di grasso che non sono in proporzione con il resto del corpo e non regrediscono con dieta ed esercizio fisico (“grassi resistenti”).

COME FUNZIONA

Con la pratica di liposuzione si introducono delle cannule tramite dei piccoli fori effettuati in precisi punti del corpo e si collegano le stesse ad una siringa o ad un aspiratore automatico che genera il vuoto, che permette la vera e propria aspirazione del grasso sottocutaneo; inoltre la cannula può essere connessa ad un dispositivo che permette l’oscillazione della stessa; è possibile trattare in prima battuta il grasso stesso con apparecchi ad emissione di ultrasuoni che permettono la colliquazione degli adipociti e la più facile asportazione degli stessi; la stessa pratica può essere effettuata mediante laser.

I distretti in cui è possibile eseguirla sono numerosi: prevalentamente coscie, fianchi e addome, ma anche le braccia, oppure si può associare ad interventi di chirurgia plastica maggiore, come l’addominoplastica.

RISULTATI E COMPLICANZE

I risultati sono generalmente molto positivi: questa chirurgia di solito migliora i contorni e in alcuni casi ha un’efficacia di tipo circonferenziale, cioè tale da migliorare un’intera area anatomica; i risultati definitivi si ottengono in qualche mese, con il recupero più o meno completo dell’eccesso di cute che si crea (nella donna giovane questo recupero è più rapido e completo) e la scomparsa delle minime cicatrici dei fori di ingresso.

Fortunatamente le complicanze significative di un intervento chirurgico di liposuzione sono infrequenti. La complicanza sistemica di maggior rilievo è dovuta al fatto che il sottocute viene infilitrato con una notevole quantità di fluidi, pari grossomodo alla quantità di adipe da asportare, che può generare degli squilibri fra gli elettroliti dell’organismo, cioè i minerali contenuti nel fluido corporeo che regolamentano importanti processi metabolici; molto spesso, in associazione ai rari casi di decesso successivo a liposuzione, vi è stata una scarsa attenzione a queste ripercussioni sistemiche da parte dell’operatore.

Alcune delle possibili complicanze minori possono essere la formazione di ematomi (accumuli di sangue sotto la cute, che possono richiederne la rimozione), infezioni, alterazioni della sensibilità localizzata, cicatrici, reazioni allergiche, danni alle strutture sottostanti; altri rischi più specifici alla liposuzione possono includere rientranze, magari aderenziali e irregolarità, che possono richiedere un re-intervento.