Rinoplastica - Trattamento e Costi

Rinoplastica – Trattamento e Costi

 

In Italia un ruolo centrale, in termini di numerosità di interventi di Chirurgia Plastica Estetica, è rivestito senza alcun dubbio dalla rinoplastica.

Con questo termine si definisce una branca della Chirurgia Plastica a carattere Estetico che si occupa di far ottenere al naso un aspetto esteticamente gradevole; ad essa si associa un tipo di rinoplastica, detta ricostruttiva, che, a differenza della prima, serve per ripristristinare un aspetto normale del naso in seguito a traumi o malformazioni.

In ultimo, abbiamo la rinoplastica funzionale, che interviene sul miglioramento funzionale del naso come parte dell’apparato respiratorio.

GLI OBIETTIVI DELLA RINOPLASTICA

La rinoplastica estetica ha come obiettivo, nella maggior parte dei casi, quello di modificare in senso riduttivo (rimpicciolire) un naso di grosse dimensioni oppure di correggere un naso particolarmente curvo o dal profilo irregolare. Solo in una quota minore, l’obiettivo diventa l’ingrandimento del naso stesso, soprattutto nei casi di trauma facciale, in cui vi è un infossamento residuo della piramide nasale.

Nel caso della rinoplastica ricostruttiva, l’obiettivo è il ripristino dell’aspetto normale del naso, ovviamente con un riguardo all’aspetto puramente estetico, indipendentemente dalla forma precedente del naso, nei casi post-traumatici.

Gli obiettivi delle forme di rinoplastica funzionali, che possono o meno essere associate alla rinoplastica estetica, sono la correzione di problematiche “interne” al naso, come deviazione del setto, che possono rendere difficoltosa la respirazione.

RINOPLASTICA ESTETICA – A CHI E’ RIVOLTA?

La rinoplastica estetica è rivolta alla donna che, osservandosi davanti allo specchio prima da sola e successivamente insieme al Chirurgo, risponda positivamente ad alcune domande riguardo all’immagine che ha del suo stesso naso: troppo largo? Con un profilo curvo? La punta è curva o slargata? E’ asimmetrico, magari in seguito ad un trauma?

Per quanto riguarda l’età, è importante che venga praticata non prima dei 15-17 anni, o comunque dopo aver verificato che sia completo lo sviluppo scheletrico della faccia, perché la maturazione dello scheletro deve essere completa per non essere inficiato da una crescita successiva, anche minima.

Non vi sono invece limitazioni per la donna della seconda e della terza età, anzi: l’intervento è frequentemente praticato in programmi di ringiovanimento del viso, spesso in concomitanza con altri interventi estetici.

 rinoplastica prima

COSA SUCCEDE PRIMA DELL’INTERVENTO?

La prima fase, definita programmazione pre-operatoria, riveste un ruolo molto importante. In tale fase la Donna e il Chirurgo dovranno dialogare con calma ed attenzione, mettendo insieme le richieste della prima con le possibilità del secondo, sempre senza dimenticare l’armonia complessiva del viso della Paziente.

Spesso infatti nasi di attori o personaggi famosi, sebbene apparentemente molto gradevoli, non si adattano con la conformazione e l’equilibrio del nostro volto; un esempio analogo lo viviamo molto spesso dal parrucchiere, quando pettinature eccezionali viste in televisione non mostrano lo stesso effetto su di noi.

In aiuto possono venire anche programmi di ricostruzione e riformattazione a computer grafica dell’aspetto del naso, prima e idealmente dopo la Chirurgia.

Concluso l’aspetto estetico, è importante quello anestesiologico. La rinplastica, come tutti gli interventi chirurgici, non è esente da poossibili complicanze che andranno valutate anche nell’ottica delle condizioni generali di salute della Paziente. Generalmente l’anestesia scelta è quella locale, ma può essere praticato anche in anestesia generale.

ANATOMIA E DETTAGLI DELLA RINOPLASTICA

Prima di descrivere le modalità e le tecniche che caratterizzano la rinoplastica, in particolar modo di carattere estetico-ricostruttivo, è importante descrivere brevemente come è anatomicamente composto il nostro ed il vostro naso, che di fatto è composto da una piramide nasale e dal setto nasale.

La piramide nasale, con la sua geometria caratteristica, si compone di differenti unità: la radice del naso, costituita dalla componente ossea delle ossa nasali proprie e dalle apofisi (emergenze ossee) delle ossa mascellari e dell’osso frontale; inoltre, è presente una componente cartilaginea, costituita dalle cartilagini alari e laterali (triangolari).

Anche il setto possiede una componente ossea (lamina perpendicolare) e una parte cartilaginea (cartilagine quadrangolare).

Il naso si “apre verso l’esterno” grazie alle due narici, separate dalla columella, e forma con il resto del viso 3 angoli specifici: con la fronte e con il mento, formando due angoli aperti verso l’esterno ed infine con la faccia, con un angolo chiuso verso l’esterno di circa 30°.

Tecnicamente, il più classico approccio alla ricostruzione del naso è la tecnica di Joseph, descritta fin dal 1912. Su qeusta tecnica sono basate le varianti classiche, nelle quali si pratica un’incisione nella parte interna delle narici (vestibolo); nelle forme ricostruttive può rendersi necessario dover praticare anche un’incisione a livello della columella (tecnica aperta).

Si possono anche effettuare delle ricostruzioni parziali, come a carico delle narici e della punta, ma è importante sempre ricordare come il naso, essendo un’entità multipla di parti in armonia fra loro, spesso non permette un risultato ottimale se non con la modificazione di tutte le sue parti, mantenendo l’armonia.

Come già accennato, durante l’intervento può essere praticata una settoplastica, con miglioramento della funzione del naso.

In caso di rinoplastica di ingrandimento, si può procedere con un autoinnesto di osso e cartilagine, con successivo rimodellamento, soprattutto integrando l’innesto con impianti osteoconduttori, come il corallo.

In ultimo, è importante citare la così detta “rinoplastica non chirurgica”, cioè il rino-filling. In questo caso, non si altera la struttura complessiva del naso ma si correggono, con inserimenti mirati di sostanza (microsfere in base acquosa o tessuto adiposo della Paziente stessa) generalmente mirati a ridurre l’effetto acquilino del naso agendo sugli angoli dello stesso.

 rinoplastica dopo

COSA SUCCEDE DOPO L’INTERVENTO?

Dopo l’intervento, molto frequentemente può comparire gonfiore delle palpebre e delle guance, con lividi di variabile entità. La stessa piramide nasale può apparire più gonfia e far temere nella non riuscita dell’intervento.

In realtà il gonfiore è legato all’edema, cioè alla quantità di liquidi che si accumulano nel tessuto sottocutaneo che, nel giro di circa 2 mesi, tenderanno a riassorbirsi, mostrando il risultato definitivo.

La degenza è generalmente molto breve, essendo interventi praticati in regime di Day Surgery,  cioè chirurgia ambulatoriale. Le medicazioni intranasali dovranno essere mantenute per un determinato numero di giorni e sostituite generalmente un paio di volte.

La vita sociale comunitaria viene ripresa dopo un variabile numero di giorni, che generalmente non supera i 15 giorni.

QUALI SONO LE COMPLICANZE DELLA RINOPLASTICA?

Gli inconvenienti classici di tutte le forme di chirurgia sono sanguinamenti, più o meno eccessivi, infezioni delle ferite chirurgiche e parestesie, cioè alterazioni “fastidiose” della sensibilità del tatto, nella zona operata; tali complicanze si verificano comunque in un numero molto ristretto di casi.

Gli inconvenienti specifici più frequenti che possono verificarsi dopo l’intervento sono la “caduta” della punta e la “concavità” del dorso, dovuti all’eccessiva perdita di tessuto osseo, che può risultare in cedimenti.

Frequente può essere anche l’ispessimento dei tessuti, generalmente tra lobulo nasale e dorso,  conseguenza di un’alterata cicatrizzazione.

Queste problematiche possono essere nella quasi totalità dei casi corrette con un re-intervento.

RINOPLASTICA – I COSTI

La rinoplastica ha un costo generalmente molto varabile, poiché dipende da centro a centro e soprattutto dalla tipologia di intervento effettuato.

In media, si passa da circa 3.000 a 8.000 euro.